
WASHINGTON (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Ultimo appello di Donald Trump agli americani alla vigilia delle elezioni di metà mandato del 3 novembre. Il presidente degli Stati Uniti ha scelto il Lincoln Memorial Reflecting Pool, nel cuore di Washington, per il suo intervento conclusivo prima del voto che potrebbe ridisegnare gli equilibri del Congresso e condizionare la seconda parte del suo mandato alla Casa Bianca. Un appuntamento nel quale Trump ha alternato la rivendicazione dei risultati della propria amministrazione alla celebrazione degli interventi realizzati nella capitale, senza risparmiare duri attacchi al Partito democratico e ai suoi candidati. “Queste sono le elezioni di metà mandato più importanti della nostra vita”, ha dichiarato il presidente, invitando gli elettori a mobilitarsi per impedire ai democratici di conquistare il controllo del Congresso. “È un luogo molto speciale, con il Lincoln Memorial alle nostre spalle”, ha esordito Trump, annunciando la riapertura ufficiale della Reflecting Pool dopo i lavori di ristrutturazione. Con una battuta, il presidente ha anche scherzato sull’ipotesi di cambiare il nome della vasca in “Trump Reflecting Pool”, precisando subito dopo di essere soltanto ironico e invitando i presenti a non riportare seriamente la proposta.
Trump ha poi ripercorso la storia dei problemi strutturali della piscina, realizzata nel 1922 e, secondo la sua ricostruzione, per decenni interessata da perdite d’acqua, infiltrazioni e problemi legati alla proliferazione delle alghe. Il presidente ha criticato i precedenti interventi delle amministrazioni democratiche, sostenendo che Barack Obama e Joe Biden avrebbero speso complessivamente oltre 144 milioni di dollari senza riuscire a completare la ristrutturazione. “Hanno speso una cifra enorme, ma non sono mai riusciti a finirla”, ha affermato, rivendicando di aver portato a termine i lavori con una spesa molto più contenuta.
Nel suo intervento ha ringraziato il segretario agli Interni Doug Burgum e il personale coinvolto nel progetto, sottolineando la sostituzione delle tubature, il rifacimento del fondo e l’installazione di un nuovo rivestimento blu scuro, scelto per valorizzare l’effetto riflettente dell’acqua. Trump ha inoltre rivendicato il recupero di 83 statue e fontane nella capitale, inserendo il progetto nel più ampio programma di riqualificazione dei monumenti e degli spazi pubblici di Washington, realizzato anche in occasione delle celebrazioni per il 250esimo anniversario dell’indipendenza americana, ricorso lo scorso 4 luglio.
La parte più direttamente politica del discorso è arrivata quando il presidente ha spostato l’attenzione sulla sicurezza della capitale. “Abbiamo deciso di intervenire anche sulla criminalità, perché è diminuita di quasi il 90%”, ha dichiarato, sostenendo che Washington sia passata dall’essere una delle città meno sicure del Paese a una delle più sicure. Un’affermazione con cui Trump ha rilanciato uno dei principali argomenti della propria amministrazione, presentando il ripristino dell’ordine pubblico come uno dei risultati più significativi del suo secondo mandato.
Ma il passaggio centrale dell’intervento è stato dedicato alla sfida elettorale. Trump ha definito i candidati democratici “la lista più estremista e pericolosa della storia americana”, accusando il partito di sostenere un’agenda radicale. Nel mirino del presidente sono finiti soprattutto l’immigrazione, la politica fiscale, il diritto alle armi e i temi legati ai diritti delle persone transgender. Secondo Trump, una vittoria democratica porterebbe a frontiere aperte, aumenti delle tasse per migliaia di miliardi di dollari, restrizioni sul possesso delle armi e interventi di transizione di genere sui minori. Ha inoltre attaccato le posizioni democratiche sulle fonti energetiche tradizionali, sostenendo che le politiche del partito provocherebbero un aumento dei costi dell’energia attraverso l’abbandono di petrolio e gas naturale.
Particolarmente duro anche il riferimento all’immigrazione. Trump ha accusato i democratici di voler favorire l’ingresso di milioni di migranti negli Stati Uniti con l’obiettivo, secondo la sua contestata ricostruzione, di ottenere nuovi elettori. Nel corso del discorso ha inoltre evocato la presenza di esponenti jihadisti e membri dei Fratelli musulmani tra i candidati e nell’area politica democratica, senza fornire elementi a sostegno delle proprie accuse. “Con il vostro voto decideremo se questi estremisti avranno il potere oppure no”, ha affermato, trasformando la consultazione di martedì in una scelta tra due visioni contrapposte del futuro degli Stati Uniti. Il presidente ha quindi rivendicato i risultati economici della propria amministrazione, descrivendo l’attuale fase come una vera e propria “Golden Age of America”, un’età dell’oro per il Paese. Trump ha parlato di 25 mila miliardi di dollari di ricchezza creata in un periodo molto breve, sostenendo che gli Stati Uniti non abbiano mai conosciuto una fase di crescita paragonabile a quella attuale. “Abbiamo lottato per 250 anni per rendere grande questo Paese e non permetteremo che venga distrutto da persone che hanno fallito ovunque”, ha dichiarato, attaccando ancora una volta gli avversari politici.
L’appuntamento al Lincoln Memorial arriva in un momento decisivo per la politica americana. Martedì 3 novembre gli elettori saranno chiamati a rinnovare tutti i 435 seggi della Camera dei Rappresentanti e 35 seggi del Senato, tra elezioni ordinarie e suppletive. I repubblicani difendono le loro maggioranze in entrambi i rami del Congresso, mentre i democratici puntano a conquistare almeno quattro seggi netti per ottenere il controllo del Senato e a recuperare terreno alla Camera, dove il margine repubblicano è particolarmente ridotto.
Il voto rappresenta un importante banco di prova per la presidenza Trump. Una vittoria democratica in una o entrambe le camere potrebbe infatti rendere più difficile l’approvazione delle iniziative legislative della Casa Bianca e aprire la strada a nuove indagini parlamentari sull’operato dell’amministrazione. Al contrario, un risultato favorevole ai repubblicani rafforzerebbe la posizione politica del presidente e la sua capacità di portare avanti il programma di governo negli ultimi due anni del mandato. La campagna elettorale si è concentrata soprattutto sul costo della vita, sull’economia, sull’immigrazione e sulla sanità. I repubblicani hanno puntato sulla linea dura in materia di sicurezza dei confini, sulle politiche fiscali e sulla promessa di consolidare i risultati economici dell’amministrazione. I democratici hanno invece insistito sulle difficoltà delle famiglie americane, sull’aumento dei costi di beni e servizi, sull’accessibilità delle cure mediche e sulla tutela dei diritti riproduttivi.
Nelle ultime settimane Trump è sceso direttamente in campo per sostenere i candidati del suo partito, attraversando diversi Stati e partecipando a numerosi appuntamenti elettorali, anche in territori considerati decisivi per il controllo del Congresso. Il presidente ha utilizzato la campagna per rilanciare i principali punti del suo programma, dalla stretta sull’immigrazione alla difesa delle politiche energetiche, passando per la promessa di ridurre il costo della vita e rafforzare la sicurezza.
L’intervento di Washington rappresenta l’ultimo messaggio pubblico in presenza prima dell’apertura delle urne. La sfida di martedì non riguarda soltanto la composizione del Congresso, ma anche il consenso nei confronti del presidente a metà del suo secondo mandato. Le elezioni di metà mandato rappresentano tradizionalmente un momento di verifica per l’inquilino della Casa Bianca e spesso premiano il partito di opposizione. Per Trump, il risultato sarà un indicatore della capacità di mantenere compatto il fronte repubblicano e convincere gli elettori che le politiche portate avanti negli ultimi mesi stiano producendo risultati concreti.
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