
WASHINGTON (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Due anni di presidenza Trump passano oggi al vaglio degli elettori, con maggioranze in bilico e un Congresso che può cambiare faccia. In palio ci sono tutti i 435 seggi della Camera, 35 del Senato e 36 governatorati: i repubblicani difendono le maggioranze, i democratici cercano di strapparne almeno una per frenare l’agenda della Casa Bianca. Per conquistare la maggioranza alla Camera i democratici devono ottenere un guadagno netto di tre seggi, mentre al Senato ne servono quattro. Secondo le rilevazioni disponibili, i democratici sono in vantaggio nella corsa alla Camera, mentre quella per il Senato resta incerta.
Sono oltre 57 milioni gli americani che hanno già votato anticipatamente. Tra le sfide più osservate per il Senato figurano quelle in Michigan, Alaska, Texas, Kansas, Maine, Iowa, Nebraska, Ohio e South Carolina. In Michigan il democratico Abdul El-Sayed affronta il repubblicano Mike Rogers, dopo che la deputata democratica Haley Stevens, sconfitta nelle primarie, ha annunciato a sorpresa il proprio sostegno al candidato repubblicano. In Alaska la democratica Mary Peltola sfida il senatore uscente Dan Sullivan, mentre in Texas James Talarico cerca di conquistare il seggio contro il repubblicano Ken Paxton. In Maine la repubblicana Susan Collins affronta il democratico Troy Jackson. La campagna elettorale si è concentrata soprattutto sul costo della vita, sull’economia, sui dazi, sull’immigrazione e sulle conseguenze della guerra con l’Iran, iniziata a febbraio dopo l’intervento militare americano.
Trump ha partecipato a oltre 25 comizi nell’ultimo mese, concentrando gli appuntamenti soprattutto negli Stati tradizionalmente repubblicani. Nella giornata di ieri ha concluso la campagna con un intervento a Washington, al Lincoln Memorial Reflecting Pool, invitando gli elettori a sostenere i candidati del suo partito e definendo i democratici “la lista di candidati più estremista e pericolosa della storia americana”.
Anche il vicepresidente JD Vance è intervenuto a sostegno dei candidati repubblicani, con un appuntamento nello Stato di New York. I democratici hanno organizzato gli ultimi comizi in Michigan, Texas e Maine, puntando sulle difficoltà economiche delle famiglie e sulla necessità di limitare il potere della Casa Bianca.
Le prime aperture sono scattate alle 5 locali in Vermont (le 11 in Italia), alle 6 locali in diversi Stati della costa orientale (le 12 in Italia) e alle 7 locali in Florida, Georgia, Pennsylvania e Michigan (le 13 in Italia). Le ultime aperture sono previste alle 17 italiane in Alaska e nello Stato di Washington e alle 18 alle Hawaii. Le prime chiusure sono attese alla mezzanotte italiana nelle zone orientali di Indiana e Kentucky, mentre le ultime aree saranno quelle dell’Alaska, che chiuderanno alle 7. I primi risultati arriveranno quindi durante la notte italiana, ma per conoscere il controllo definitivo del Congresso potrebbero essere necessari diversi giorni, soprattutto in Alaska, California, Arizona e Nevada, dove le modalità di scrutinio e il voto per posta possono rallentare il conteggio.
L’esito delle elezioni avrà conseguenze dirette sulla seconda parte della presidenza Trump: una maggioranza democratica alla Camera o al Senato consentirebbe all’opposizione di ostacolare l’agenda legislativa, avviare indagini sull’amministrazione e, nel caso della Camera alta, bloccare le nomine presidenziali. La tenuta repubblicana permetterebbe invece al presidente di proseguire con il sostegno del Congresso, in vista anche della successione alla Casa Bianca nel 2028.
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